Davanti al bancone del formaggiaio
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6 dicembre 2017

Davanti al bancone del formaggiaio

L’impatto con un rivenditore che offra una gamma molto ampia di formaggi può mettere inizialmente in imbarazzo il consumatore meno esperto, ma la scelta fra i diversi prodotti potrebbe rivelarsi, grazie a pochi accorgimenti, un’impresa meno ardua del previsto.

L’estrema varietà di colori, croste, paste, aromi, sapori è già di per sé il segno di una tipicità, all’interno della quale è possibile scegliere anche in base al proprio istinto e ai propri gusti: un aiuto ulteriore verrà dalla professionalità del formaggiaio-selezionatore-affinatore, il quale, se opportunamente interrogato, metterà a disposizione del suo interlocutore quella conoscenza dei luoghi, dei casari, del bestiame, delle tecniche di lavorazione che è la componente più importante del suo bagaglio professionale. Le caratteristiche alle quali bisogna prestare maggiore attenzione, chiedendo eventualmente chiarimenti, sono comunque:

  • la zona di provenienza (che non deve essere troppo generica)
  • se zona montana, la provenienza di alpeggio o di latteria
  • il latte utilizzato (crudo, pastorizzato, vaccino, ovino, caprino, misto, intero, scremato…)
  • il periodo di stagionatura

Queste variabili implicano un maggiore o minore impegno da parte del casaro, ed eventualmente dello stagionatore, e incidono quindi non poco sui prezzi: è erroneo infatti pensare che non esistano differenze rilevanti anche all’interno di una stessa tipologia di formaggi.