Formaggi e alcolici (fatelo da voi)
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6 dicembre 2017

Formaggi e alcolici (fatelo da voi)

Certamente quello del vino con il formaggio è un connubio consolidato da una tradizione di cui nessuno saprebbe citare l’inventore (forse il buon patriarca Noè, esperto di viticultura ma anche, assicura il libro della Genesi, di animali assortiti). Certamente è saggio degustare il formaggio (preferenzialmente) con i vini della sua terra, adeguatamente scelti e abbinati: fresco con giovane, stagionato con invecchiato, «semplice» con «semplice», «importante» con «importante».

Detto ciò, ogni sommelier professionista o dilettante ha le sue formule da rivelare. Ma in questo campo l’elasticità deve essere massima, e le sperimentazioni possono spingersi perfino oltre la frontiera enologica. Benché questo possa fare inorridire i puristi, birra e formaggio non costituiscono necessariamente un abbinamento barbaro. Tutto sta nell’intelligenza della scelta: proviamola per esempio insieme agli affumicati, o ai formaggi freschi.

Con gli erborinati è invece consuetudine internazionale bere un vino liquoroso, per la legge intuitiva che la fusione di due opposti (il gusto forte e piccante con il dolce intenso) non può che dare un’armonia: tanto che i buongustai si spingono perfino a fare «imbibere» lentamente di vino passito forme di formaggio erborinato, con una fusione di sapori da gustare poi con calma. Perché non tentare anche allora una degustazione con il rhum? Il formaggio in cantina può fare insomma incontri inaspettati e non sgraditi. La massima apertura e un minimo di criterio aiutano a spalancare nuovi orizzonti.